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13 Febbraio 2024By mariacristiana

Mese della Memoria tra musica e teatro

Nell’ambito delle iniziative previste per il Mese della Memoria dall’amministrazione comunale di Cosenza, in programma questa settimana un doppio appuntamento nella giornata di venerdì 16 febbraio, presso il teatro di tradizione Alfonso Rendano.

Nel pomeriggio, alle ore 18, la sala Quintieri ospita il convegno dal titolo “Frammenti di Memoria” sul linguaggio teatrale e cinematografico dopo la Shoah.

Sul palcoscenico invece alle ore 20.30 l’attore e regista cosentino Max Mazzotta metterà in scena, con la Compagnia Libero Teatro lo spettacolo, da lui stesso diretto, “Vuoti di memoria”.

Spazio a vittime e carnefici nello spettacolo di Max Mazzotta

L’incontro previsto per il pomeriggio di venerdì sarà aperto dai saluti istituzionali del sindaco Franz Caruso, seguiti dagli interventi del docente dell’Università della Calabria, Carlo Fanelli, del regista Max Mazzotta e della regista Dora Ricca.

I lavori saranno moderati da Antonietta Cozza, consigliere delegata alla cultura, e saranno intermezzati dalle esecuzioni musicali del “Quartetto Nemes”: ad esibirsi saranno Francesco Sbarra, Elena Corapi, Carolina De Filippo e Chiara Belmonte del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.

L’attesa maggiore è sicuramente per lo spettacolo della sera, che per la prima volta calca le assi del palco del teatro Rendano. “In “Vuoti di Memoria” – si legge nelle note che anticipano la messa in scena – si tenta di aprire uno squarcio tra le catastrofi sociali, stermini, guerre, incompatibilità religiose, etniche, politiche e tutti gli orrori che la natura umana ha esibito nel corso dei millenni. Vi si raccontano, in maniera distaccata, due condizioni umane: quella della vittima e quella del carnefice, attraverso la storia-memoria dei popoli.

Siamo particolarmente lieti di ospitare nel nostro teatro di tradizione – sottolinea il sindaco Franz Carusola compagnia dell’attore e regista cosentino Max Mazzotta, con un lavoro teatrale che rappresenta uno dei punti di forza del programma del Mese della Memoria che l’Amministrazione comunale ha organizzato grazie all’apporto del gruppo di lavoro formato dall’Assessore alla Memoria e alla Cultura della legalità, Veronica Buffone, dalla Consigliera delegata alla Cultura, Antonietta Cozza e dalla Direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri Marilena Cerzoso. Avvertiamo sempre più l’esigenza di mantenere desta l’attenzione e i riflettori accesi, soprattutto per le nuove generazioni, non solo sulla Shoah, ma su ogni forma di discriminazione e dallo spettacolo di Max Mazzotta può venire un significativo contributo in questa direzione.

I fatti sono ispirati a chi ha vissuto in prima persona la barbarie in tutte le sue declinazioni, partendo dai luoghi di sterminio dove il gioco della Vittima e del Carnefice è perfettamente riconoscibile e inscindibile nei suoi elementi. Questi fatti, questa Memoria, è frammentata. Per arrivare alla verità è necessario attraversare un labirinto, per cui il racconto non sarà lineare e cronologico, ma carico di un oblio che necessita uno sforzo di volontà per essere colmato.

I testi utilizzati sono “presi in prestito” da vari autori. Sicuramente il pubblico avrà modo di riconoscere alcuni personaggi shakespeariani, ma avrà modo anche di ritrovare le parole di filosofi e pensatori dei secoli passati come Primo Levi, Elie Wiesel, Hermann Hesse, Friedrich Nietzsche, stralci di discorsi originali di Hitler e Mussolini.

Ne viene fuori un testo teatrale potente e diretto, atto a scuotere l’animo dello spettatore. A interpretare le vittime e i carnefici, sono cinque attrici, cinque donne che rappresentano l’intera umanità: Francesca Gariano, Graziella Spadafora, Camilla Sorrentino, Noemi Guido e Claudia Rizzuti. Una scelta – questa – che esula dal genere, ma che vuole semplicemente aprire al concetto universale di essere umano. Le attrici in scena raccontano e vivono innanzi al pubblico le condizioni disumane dei vinti e dei vincitori, siano essi maschi o femmine.

L’appuntamento successivo per il calendario del Mese della Memoria sarà nuovamente al Museo dei Brettii e degli Enotri, sabato 24 febbraio.

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