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9 Gennaio 2024By mariacristiana

Detenuti in scena al teatro Rendano per “Nessuno escluso”

Quinto capitolo del progetto “Amore sbarrato”, ideato e promosso, dal 2014, dall’attore e regista cosentino Adolfo Adamo con la sinergia e la collaborazione dell’amministrazione comunale e della Casa circondariale “Sergio Cosmai”.

Il titolo dello spettacolo è “Nessuno escluso” liberamente ispirato a “I demoni” di Fedor Dostoevskij e andrà in scena mercoledì 10 gennaio, alle ore 18, al teatro Rendano.

Sul palco, insieme ad Adolfo Adamo, ci saranno dieci ospiti della casa circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza con la partecipazione straordinaria dell’avvocato Carmelo Posteraro e della psicologa Libera Reale. In scena con loro anche l’attore Carmelo Giordano.

Il teatro come strumento di riabilitazione e rieducazione

L’obiettivo del progetto è, da un lato, quello di abbattere lo stato di invisibilità dei detenuti, accorciando le distanze tra il mondo esterno e l’universo carcerario, e, dall’altro, favorire il reinserimento e la risocializzazione, attraverso i percorsi rieducativi e riabilitativi previsti dai trattamenti penitenziari dei quali la cultura ed il teatro in particolare rappresentano elementi fondamentali.

“Nessuno escluso” trae spunto dalla visione della drammatica e sconcertante attualità del celebre romanzo di un gigante della letteratura, come Fedor Dostoevskij, – spiega nelle note di regia lo stesso Adolfo Adamo – per mettere a nudo, lasciando parlare il demone che è in ognuno di noi, la fragilità dell’uomo e la sua inquieta consapevolezza di essere ”doppio” e di incarnare l’eterno contrasto fra luce ed ombra, ragione ed istinto, bene e male.

L’evocazione, tanto dei demoni ”russi” del passato – prosegue Adamo – quanto dei demoni del presente, rende possibile una contrapposizione da cui emerge la sostanziale differenza fra gli uni e gli altri. I demoni di Dostoevskij, nonostante le nefandezze compiute, sono letteralmente surclassati dai demoni moderni, rispetto ai quali conservano la capacità di provare quel pudore e quella vergogna che, ad oggi, sembrano un ricordo lontano.

Il peso della schiacciante superiorità del male dei nostri tempi – chiarisce ancora l’attore e regista – è raccontato dall’incedere dei personaggi, dal riferimento alle violenze della nostra società e ad una crisi dei valori morali sempre più accentuata ed esacerbata dall’ingerenza dell’Intelligenza Artificiale, capace di manipolare – attraverso i suoi algoritmi – la coscienza umana. A dominare la scena è la rappresentazione del male eticamente inteso e dell’umanità intera, non la discriminante distinzione tra buoni e cattivi. In quanto umana, ogni creatura può inciampare nell’oscurità della propria coscienza e rivelare la propria fallibilità. I demoni abitano in tutti noi, “nessuno escluso”: è significativo che a ricordarcelo siano proprio gli ospiti della casa circondariale, alle cui voci vibranti di sofferta consapevolezza spetta il compito di veicolare questa verità.

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