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8 Maggio 2024By mariachiara

Luca Argentero chiude il Rende Teatro Festival

Ultimo appuntamento per la rassegna diretta da Alfredo De Luca al cineteatro Garden di Rende.

Venerdì 10 maggio, a chiudere la lunga serie di spettacoli realizzati, in scena ci sarà Luca Argentero con “È questa la vita che sognavo da bambino“.

Una doppia replica, alle ore 19.30 e 21.30, che regala al Rende Teatro Festival un nuovo sold out, a conferma del successo e della partecipazione di pubblico.

Le vite straordinarie di tre grandi sportivi

“È questa la vita che sognavo da bambino” è uno spettacolo prodotto da Stefano Francioni Produzioni, scritto da Gianni Corsi, dallo stesso Luca Argentero che lo interpreta, e da Edoardo Leo, che ne cura anche la regia.

Le musiche di Davide Cavuti completano la narrazione della vita e delle imprese “eroiche” di tre grandi sportivi italiani, Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere diverse generazioni.

L’artista porta sul palco le storie di questi grandi personaggi, che hanno lasciato un segno profondo nella società, nella storia e nella loro disciplina, con uno sguardo ampio che comprende sia il punto di vista umano che sociale, con una particolare attenzione al racconto dei tempi in cui hanno vissuto.

Luisin Malabrocca è “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia si accorge per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ‘46, genera molta simpatia. All’inizio riceve salami, formaggi e olio come regali di solidarietà, poi comincia ad attirare l’attenzione di alcuni sponsor, con cui riesce a guadagnare di più arrivando ultimo che tentando la scalata alla vittoria. La sua popolarità cresce perché in lui le persone riconoscono l’anti-eroe.

Walter Bonatti è l’alpinista arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi in cima ad una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2. Dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, scopre a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso. Nonostante la grande delusione del K2 non si è arreso, anzi si è messo ulteriormente alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo.

Alberto Tomba infine è il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese, con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista, è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo, come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci che ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana forse illusoria ma sicuramente spensierata degli anni ‘80.

Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre periodi storici differenti, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica, essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi.

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